Usufrutto e nuda proprietà: differenza tra reddito diverso e plusvalenza

Pertanto, il reddito derivante dalla concessione di usufrutto o dalla costituzione di altri diritti reali di godimento su un bene immobile costituisce un reddito diverso imponibile quando il soggetto disponente mantiene un diritto reale sul medesimo bene immobile (lettera h, comma 1, dell’articolo 67), invece costituisce e si qualifica come plusvalenza tassabile se ricorrono le condizioni temporali ivi previste e il contribuente con la cessione perde contestualmente e integralmente ogni diritto reale sul bene (lettere b e b-bis, comma 1, dell’articolo 67). In questo quadro, le cessioni a titolo oneroso di beni immobili e di diritti reali immobiliari, restano sottoposte alla tassazione secondo le regole delle lettere b) e b-bis) dell’articolo 67 del Tuir, in base alla cessione entro il quinquennio (a parte alcune eccezioni) o in riferimento alla natura dei beni ceduti (quando, ad esempio, si tratti di terreni edificabili). Invece le operazioni di costituzione degli altri diritti reali di godimento rientrano nella lettera h) dello stesso articolo 67, generando redditi diversi a prescindere dal periodo di possesso precedente e dalla natura dell’immobile interessato, con tassazione Irpef progressiva o Ires sulla differenza tra l’ammontare percepito nel periodo di imposta e le spese specificamente inerenti alla produzione del reddito; non è applicabile in questo caso l’imposizione sostitutiva del 26 per cento.

Usufrutto e nuda proprietà: differenza tra reddito diverso e plusvalenza ultima modifica: 2025-08-09T06:20:00+02:00 da Dott. Gaetano Pappalardo

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