Premi di produttività tassati all’1%

Premi di produttività verso un’agevolazione fiscale potenziata, con l’aliquota sostitutiva dell’Irpef all’1% (anziché all’attuale 5%), per il 2026 e il 2027 è quanto previsto dalla legge di Bilancio per il 2026.

Su un ipotetico premio di risultato di mille euro lordi, dedotta la contribuzione sociale, il lavoratore pagherà una tassazione di circa nove euro, invece dei 45 euro che avrebbe pagato con l’aliquota agevolata del 5 per cento.

L’ulteriore agevolazione di questi incentivi porterà in dote una crescita della retribuzione netta in busta paga, a parità di costo per l’azienda, ma avrà anche una piccola controindicazione: con questi valori, diventa molto meno conveniente per il lavoratore scegliere – come consentito dalla legge – la conversione in welfare del premio di risultato. Il welfare non è soggetto a tassazione e contributi: con l’aliquota all’1%, la differenza si assottiglia (di fatto, cambia solo il regime contributivo), a fronte di una maggiore spendibilità del premio in denaro.

Ad ogni modo, questa misura è una risposta alla questione salariale che sta erodendo il potere d’acquisto dei lavoratori, in quanto consente, quanto meno nelle aziende in grado di distribuire i proventi della produttività, di aumentare le retribuzioni senza costi aggiuntivi per le imprese. I premi devono essere introdotti in azienda tramite un accordo collettivo, con determinate caratteristiche. Inoltre, devono essere legati a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione.

Premi di produttività tassati all’1% ultima modifica: 2026-03-06T06:04:00+01:00 da Dott. Gaetano Pappalardo

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