Per la dichiarazione dei redditi omessa l’art.1 comma 1 del DLgs. 471/97 prevede una sanzione pari al 120% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro.
L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi può essere ravveduta solo entro 90 giorni dal relativo termine di presentazione riducendo la sanzione da omessa dichiarazione a 1/10, come prevede l’art.13 comma 1 lettera c) del DLgs. 472/97.
Considerato che il termine di presentazione del modello Redditi 2025 (inerente all’anno 2024) è spirato il 31 ottobre 2025, il termine per ravvedere l’omessa dichiarazione è ormai spirato il 29 gennaio 2026.
Se il contribuente non si è ravveduto entro il 29 gennaio, può comunque avere interesse a presentare la dichiarazione.
Se il modello Redditi 2025 (inerente all’anno 2024) è presentato, pagando anche le imposte, le sanzioni e gli interessi, entro il termine di presentazione del modello Redditi 2026 (inerente all’anno 2025) senza che ci siano controlli fiscali o penali, c’è la non punibilità penale e, dal punto di vista amministrativo, si applica la sanzione del 75% e non del 120%.
Se il modello Redditi 2025 (inerente all’anno 2024) è presentato entro il termine di accertamento, in assenza di controlli fiscali, quindi entro il 31 dicembre 2032, si applica la sanzione del 75% e non del 120%.
Se le imposte sono pagate decorsi i 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, secondo la prassi le sanzioni sono comunque proporzionali quindi del 120% o, se è stata presentata la dichiarazione omessa prima del controllo, del 75%. Tale sanzione può tuttavia essere ridotta sino al quarto, applicando la percentuale del 56,25%.
Le considerazioni effettuate valgono, sostanzialmente, anche per la dichiarazione IVA e per la dichiarazione del sostituto d’imposta.