La dichiarazione precompilata implica il trattamento massivo di un numero sempre più ampio ed esteso di dati dei contribuenti: si va dalle spese scolastiche e universitarie alle liberalità, dall’abbonamento ai trasporti locali, fino alle spese sanitarie.
Per chi vuole evitare che i propri dati finiscano all’agenzia delle Entrate sono disponibili diversi strumenti, a seconda del tipo di spesa e della fase in cui si trova il percorso che seguono i dati: molte spese vengono trasmesse direttamente all’Agenzia dai percipienti, ma per quelle sanitarie il percorso è più lungo: dal medico/sanitario al Sistema TS, e poi da quest’ultimo all’Agenzia. A seconda del soggetto obbligato e delle modalità di invio vi sono procedure differenziate.
Il primo metodo è quello di opporsi direttamente alla trasmissione dei dati: in questo caso, le informazioni sulle spese non vengono nemmeno trasmesse. Non è una modalità disponibile per tutte le spese, e le modalità applicative cambiano a seconda della natura dell’onere e del soggetto percipiente. Per le spese sanitarie basta dichiarare al soggetto percipiente che ci si oppone all’invio (si veda la risposta al quesito qui a fianco). Per le spese scolastiche, le erogazioni liberali agli istituti scolastici, l’abbonamenti al trasporto pubblico e le liberalità agli enti del terzo settore è consentito comunicare l’opposizione al soggetto percipiente al momento del sostenimento della spesa, oppure con una comunicazione successiva da inviare al medesimo percipiente entro il 31 dicembre dell’anno in cui sono state sostenute le spese. I vari provvedimenti che regolano le procedure non specificano le formalità richieste; è però consigliabile l’utilizzo di Pec (o raccomandata a/r), o se si usa l’e-mail ordinaria almeno chiedere la conferma di avvenuta ricezione. Poiché ciascun soggetto ha le proprie procedure interne, è raccomandabile, una volta spedita la comunicazione, contattare la struttura per assicurarsi che l’opposizione sia stata correttamente processata prima dell’invio dei dati all’Agenzia.
Una seconda modalità, che riguarda tutte le tipologie di oneri a parte le spese sanitarie (per le relative procedure si veda, ancora una volta, il quesito a fianco), è l’invio dell’apposito modulo direttamente all’Agenzia delle entrate: in questo caso, anche se i dati sono già stati trasmessi all’amministrazione, questi non saranno resi disponibili per l’utilizzo nella dichiarazione precompilata. Questo tipo di opposizione non può riguardare una singola voce di spesa, ma solo l’intera categoria: non è consentito, ad esempio, escludere una sola tipologia di erogazione liberale, o le donazioni ad uno specifico ente, ma solo tutte quante le elargizioni fatte nell’anno.
Per avvalersi di questa modalità bisogna:
1 scaricare dal sito web dell’Agenzia delle entrate il modulo specifico relativo al tipo di spese che non si vogliono rendere disponibili al Fisco, compilarlo e sottoscriverlo. Non si possono usare i modelli degli anni precedenti, ma quelli relativi al 2025, pubblicati sul sito il 1° dicembre scorso;
2 spedirlo alla casella e-mail o al numero di fax specificamente indicati sul sito(attenzione: esistono un numero fax e una casella e-mail diversi per ciascuna categoria di spese).
Attenzione anche al termine utile per l’invio del modulo: per ciascuna spesa è previsto un termine diverso:
1. per le erogazioni liberali agli Ets, dal 1° gennaio al 20 marzo 2026;
2. per spese scolastiche, erogazioni liberali agli istituti scolastici e abbonamenti al trasporto pubblico, dal 1° gennaio al 16 marzo.