Se si vive stabilmente all’estero e non si lavora più (ad esempio perché sei in pensione, disoccupato o vivi di rendita), le regole per ottenere l’agevolazione prima casa per l’acquisto di un immobile in Italia sono cambiate profondamente con la riforma del 2024.La legge attuale stabilisce che, per comprare casa in Italia mantenendo la residenza all’estero (senza obbligo di trasferirla entro 18 mesi), l’acquirente deve essersi trasferito all’estero per ragioni di lavoro.
Se non si è mai lavorato all’estero (o non si lavora più in generale), non si può accedere al bonus prima casa mantenendo la residenza fuori dall’Italia.
Si dovrà dichiarare nell’atto di acquisto (rogito) l’impegno a trasferire la residenza anagrafica in Italia, nello specifico nel Comune in cui si trova l’immobile, entro 18 mesi dal giorno dell’acquisto. In questo modo verrai trattato come un qualsiasi cittadino che stabilisce la propria dimora abituale nell’immobile. Anche se non si riesce a ottenere l’agevolazione “prima casa” sulle tasse d’acquisto occorre ricordare che l’esenzione IMU è una cosa completamente diversa. L’esenzione IMU spetta solo per l’abitazione principale, cioè l’immobile dove si ha la residenza anagrafica e si dimora fisicamente. Se mantieni la residenza all’estero, la casa in Italia sarà considerata come “seconda casa” ai fini IMU e dovrai pagarne l’imposta interamente (salvo specifiche e ridotte eccezioni per i pensionati in regime di convenzione internazionale). Riepilogo dei requisiti per chi vive all’estero.
In conclusione se la situazione è la seguente:
trasferito originariamente all’estero per motivi di lavoro, anche se ora si è smesso di lavorare e si è in pensione), sia ha un quadro normativo molto specifico di cui tenere conto. Le regole aggiornate dall’Agenzia delle Entrate (riformate per evitare procedure di infrazione europee) stabiliscono che per mantenere la residenza all’estero e ottenere comunque il bonus prima casa sulle imposte di acquisto, occorre soddisfare contemporaneamente questi requisiti:
il motivo iniziale: Il trasferimento all’estero deve essere avvenuto per ragioni di lavoro (e questo è il tuo caso). Non importa se oggi non lavori più, l’importante è che la causa originaria dell’espatrio sia stata l’attività lavorativa. [1, 2, 3]
La permanenza minima in Italia: Prima di trasferirti all’estero, devi aver risieduto o svolto un’attività in Italia per almeno 5 anni.
la scelta del Comune: Non si può più comprare con il bonus in qualsiasi comune italiano come si faceva un tempo. Puoi applicare l’agevolazione solo se compri l’immobile nel Comune: di nascita; di ultima residenza prima di espatriare; in cui hai svolto il tuo percorso di studi scolastici o universitari.
Se si desidera acquistare la casa in un Comune italiano diverso da quelli elencati sopra (ad esempio in una località turistica in cui non hai mai vissuto o studiato), per ottenere l’agevolazione prima casa sarai obbligato a trasferire la residenza anagrafica in quell’immobile entro 18 mesi dal rogito, perdendo lo status di residente all’estero ai fini fiscali sulla casa.