Sapere di più: lavoro e pensioni

La pensione scontenta quasi tutti. chi già la percepisce, perchè ha dovuto subire il congelamento della rivalutazione (comunque minima) dell’assegno e magari anche l’introduzione del contributo di solidarietà. Chi l considerava ormai a portata di mano, ma per effetto dell riforma del 2011 l’ha vista allontanarsi anche di diversi anni. Chi in pensione ci dovrà andare tra un pò di anni e, quale effetto dell’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita, quasi sicuramente vedrà il traguardo spostarsi sempre più in là con il trascorrere del tempo. Conclusa l’epoca del sistema retributivo, per cui la pensione era rapportata alle ultime annualità di stipendio, con il contributivo si incasserà in base a quanto si è versato durante la vita lavorativa, quanto tale importo si è rivalutato e all’anno di pensionamento. Una prospettiva che accomuna lavoratori dipendenti ed autonomi. Chi avrà una carriera regolare potrà avviare a un tasso di costituzione anche dell’80% . Mentre chi alternerà impiego e disoccupazione rischia di avere un assegno di importo ridotto. Per contrastare tale fenomeno è necessario ricorrere alla previdenza complementare.  Di seguito vengono pubblicate alcune risposte su domande frequenti sul tema pensioni. 

La pensione anticipata (o prepensionamento) comporta il raggiungimento di un’età minima?

Risposta:  no, la pensione anticipata ha come presupposto il versamento di un numero minimo di contributi inizialmente fissati in 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni  e 1 mese per le donne.

Il lavoratore autonomo deve necessariamente interrompere la propria attività se vuole ottenere la pensione anticipata?

Risposta: no, non è tenuto ad interrompere la propria attività

Il numero di contributi per ottenere la pensione anticipata è la medesima per tutti i lavoratori?

Risposta: no, la legge distingue i lavoratori dalle lavoratrici stabilendo per ciascuno parametri diversi.

Il lavoratore dipendente, per ottenere la pensione anticipata, è tenuto a cessare il rapporto di lavoro?

Risposta: si, il lavoratore dipendente deve cessare il rapporto di lavoro dipendente.

La pensione di reversibilità ha un importo pari a quello della pensione goduta dal defunto?

Risposta: no, l’importo della pensione di reversibilità è tendenzialmente inferiore a quello della pensione goduta dal defunto. In particolare il coniuge superstite avrà diritto ad una pensione pari al 60% di quella erogata al defunto.

Il coniuge separato o divorziato ha diritto alla reversibilità?

Risposta: si, a patto che in caso di separazione avesse diritto agli alimenti e in caso di divorzio avesse riconosciuto un assegno divorzile di mantenimento.

 

 

 

Sapere di più: lavoro e pensioni ultima modifica: 2014-08-22T08:32:20+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo