Sapere di più: lavoro e pensioni 2^parte

Il contratto di lavoro subordinato ha natura tendenzialmente stabile proprio per garantire nel tempo i diritti del dipendente. Per questo motivo la Legge è sempre stata prudente nel consentire che il rapporto di lavoro potesse avere una durata predeterminata dalle parti e conseguentemente consente la fissazione di un termine soltanto in presenza di una serie di condizioni che devono essere indicate specificamente nel contratto (la c.d. causale).In questi casi si parla di contratto a tempo determinato che si differenzia dal contratto a tempo indeterminato in quanto da vita ad un rapporto di lavoro che viene a concludersi nel momento indicato nel contratto stesso. La disciplina del contratto a termine è stata profondamente rivoluzionata dal c.d. Jobs Act (D.L. 34/2014 convertito in legge con modificazioni dalla Legge 16  maggio  2014,  n.  78 ).
L’intervento del governo ha di fatto eliminato il requisito (richiamato dalla normativa precedente) della specificazione all’interno del contratto della c.d. causale (ovverosia l’indicazione dei motivi organizzativi o produttivi che il datore di lavoro pone a fondamento della necessità di ricorrere a rapporti precari). In particolare la legge oggi consente di apporre un termine al contratto di lavoro senza indicare la causale e tale termine non può essere superiore a 36 mesi, comprensivi di eventuali proroghe. Il datore di lavoro non può assumere con contratto a termine un numero di lavoratori superiore al 20% dei lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato. Questo limite non si applica ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere in via esclusiva attività di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa.  Di seguito vengono pubblicate alcune risposte su domande frequenti relative al tema del contratto di lavoro a termine:

Quali periodi si devono considerare per calcolare il termine di 36 mesi di durata massima del rapporto di lavoro a tempo determinato? 

Risposta: Nel termine di 36 mesi vanno calcolati anche i periodi nei quali il lavoratore ha prestato la propria opera in regime di somministrazione di lavoro per mansioni equivalenti. 

Il contratto di lavoro a termine deve specificare i motivi dell’inserimento del termine?

Risposta: se inizialmente la disciplina richiedeva questa specificazione a seguito dell’intervento di riforma attuato con il c.d. Jobs Act (D.L. n. 34/2014) l’indicazione della c.d. causale non è più richiesta.

Quando è vietato assumere con un contratto a termine?

Risposta: e’ vietato assumere con un contratto a termine:

  • per sostituire un lavoratore in sciopero
  • quando nei precedenti sei mesi l’azienda ha fatto ricorso a licenziamenti collettivi, riduzioni di orario o altre forme di sostegno come la cassa integrazione guadagni
  • quando l’impresa non ha svolto le attività di valutazioni dei rischi ai sensi della normativa in materia antinfortunistica

Quanti giorni di congedo per la malattia del figlio spettano a ciascun genitore? 

Risposta: dipende dall’età del figlio. Fino a tre anni non sono previsti limiti, per cui il congedo può durare fino al perdurare della malattia del figlio, opportunamente documentata. Dai tre agli otto anni di età del bambino, il congedo per ciascun genitore non può superare i 5 giorni all’anno. Dagli otto anni in su, i genitori non hanno più diritto a questo congedo.

Il genitore che fruisce di questo congedo è tenuto a rispettare le fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali?

Risposta: no, durante questo congedo il datore di lavoro non può effettuare visite mediche fiscali presso il domicilio del lavoratore. 

Sapere di più: lavoro e pensioni 2^parte ultima modifica: 2014-08-29T10:14:13+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo