Risposte ai quesiti

lo Studio attraverso questa rubrica settimanale fornisce alcune risposte brevi  ai quesiti posti su argomenti di attualità fiscale e di interesse generale. Per porre eventuali quesiti fiscali  basta inviare un e.mail al seguente indirizzo info@studiopappalardo.com e la risposta (se d’interesse generale) verrà pubblicata in questa rubrica.

 

d. Mutuo per la casa di villeggiatura: si possono detrarre gli interessi passivi pagati su tale mutuo?

r. Non sono detraibili dall’imposta sul reddito interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione corrisposti in relazione a un contratto di mutuo stipulato per l’acquisto di una seconda casa. La detrazione, infatti, è riconosciuta solo qualora il mutuo sia stato stipulato per l’acquisto di un’unità immobiliare da destinare ad abitazione principale.

d.Familiare ricoverato in residenza sanitaria: si possono detrarre o dedurre le spese per prestazioni sanitarie?

r.Sono agevolabili le sole spese mediche e quelle di assistenza specifica che devono essere espressamente indicate nella certificazione rilasciata dall’istituto di assistenza. Le spese mediche e di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sono deducibili dal reddito se sostenute per soggetti portatori di handicap, indipendentemente dallo status di familiare a carico. In alternativa, qualora tali spese riguardino prestazioni mediche specialistiche diverse dalle precedenti, è possibile usufruire della detrazione d’imposta ma solo se le stesse sono sostenute nell’interesse di soggetti a carico.

d. Buono lavoro e familiare a carico: è possibile portare la figlia a carico nel caso in cui è stata retribuita con i buoni lavoro (voucher)?

r.La somma dei voucher non rileva nel calcolo del limite reddituale di 2.840,51 euro che qualifica lo status di familiare a carico. Il compenso è, infatti, esente da ogni imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato del prestatore di lavoro e non deve pertanto essere dichiarato. Si ricorda, per completezza di analisi che l’importo annuo massimo di compensi che un lavoratore può percepire con i voucher è di 7 mila euro netti, pari a 9.333 euro lordi. Il lavoratore non può, inoltre, incassare all’anno più di 2.000 euro netti (2.666 euro lordi) da ogni singolo datore di lavoro che può essere imprenditore o professionista

Risposte ai quesiti ultima modifica: 2016-03-01T08:31:12+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo