Piano di risanamento aziendale

La prima azione da intraprendere per consentire un’ uscita guidata dalla situazione di crisi è la realizzazione di un piano di risanamento, a tal fine assume rilievo l’analisi dell’iter formativo del progetto di risanamento. La comunicazione nelle prime fasi di definizione del processo è di tipo prevalentemente interna ed è finalizzata ad acquisire in azienda le informazioni necessarie a conoscere la situazione aziendale sotto i diversi aspetti rilevanti (ciclo di vita del prodotto, posizionamento strategico, analisi dei costi aziendali, conto economico consuntivo e previsionale, situazione patrimoniale e finanziaria), successivamente è necessario confrontarsi con l’esterno. La fase di comunicazione interna è in genere così articolata: a) analisi della situazione di partenza: i soggetti interni all’impresa coinvolti nel processo di risanamento devono, anzitutto, prendere visione della situazione di partenza, al fine di poter esprimere un giudizio  in merito alla continuità dell’azienda o meno. Gli elementi da valutare sono: le cause della crisi, l’analisi della redditività aziendale (attuale e prospettica), la situazione patrimoniale e finanziaria di partenza. La conoscenza e l’approfondimento delle cause della crisi è fondamentale per poter esprimere un giudizio sulla reversibilità della stessa. L’analisi delle frequenti perdite  attraverso il conto economico consuntivo e previsionale risulta essere un passaggio obbligato al fine di poter sviluppare un’analisi qualitativa delle stesse, evidenziando le motivazioni economiche della loro generazione. Altro elemento da valutare attentamente è la situazione patrimoniale-finanziaria di partenza che rappresenta, spesso, l’elemento che permette di evidenziare, in modo chiaro, la gravità della crisi e la necessità di interventi tempestivi. La situazione patrimoniale- finanziaria  deve possedere due caratteristiche: essere aggiornata; essere attendibile, ossia deve rappresentare sia con criteri di continuità sia con criteri di liquidazione lo stato patrimoniale aggiornato. Quest’ultima situazione è spesso inficiata dal fatto che le imprese in situazioni di crisi si trovano ad operare con bilanci non completamente attendibili. Una volta terminata la fase di predisposizione del progetto nelle sue linee essenziali articolate è necessario dare avvio alla comunicazione esterna del progetto di risanamento individuando alcuni passaggi logici nei quali si articola la comunicazione esterna; primo confronto con gli stakeholders: istituti di credito; fornitori di beni e servizi; dipendenti; enti previdenziali e assistenziali.  L’azienda che si trova in stato di crisi e opta per una comunicazione trasparente è spesso in una situazione di elevata dipendenza dall’esterno, soprattutto con riferimento agli istituti di credito, i fornitori e i dipendenti. La decisione  di queste categorie di stakeholders di non supportare il processo di risanamento compromette, in modo spesso irreversibile, la continuità aziendale. Questo è il motivo per il quale questa fase deve essere affidata a soggetti con elevate competenze tecniche, senza i quali si rischia di vanificare l’efficacia dei progetti di risanamento basati su fondamentali economici solidi e positivi. La versione definitiva del progetto di risanamento può essere attestato e asseverato da parte di un professionista attraverso il piano asseverato (ex art.67 , comma 3° lett.d) della Legge fallimentare) che non prevede nulla di più rispetto a quanto espresso dalla dottrina economico-aziendale e a quanto sopra scritto. La normativa prevede che il suddetto piano deve essere asseverato da parte di un soggetto terzo che ne attesti la ragionevolezza il che comporta che non sono soggetti all’azione revocatoria,  gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse sui beni del debitore purchè posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria attestato da un professionista che deve esprimere giudizio positivo al ritorno della redditività aziendale e alla presenza dei presupposti che permettano agli interlocutori aziendali di fornire il loro consenso al progetto. Non sono previsti a carico del professionista obblighi di verifica delle veridicità dei dati aziendali in quanto questi ultimi sono sottoposti a controllo da parte del consiglio di amministrazione dell’azienda e dal soggetto cui è demandato il controllo contabile ma quello che è più importante verificare da parte di colui che assevera il piano è il consenso maturato sul progetto di risanamento tra l’azienda e i suoi creditori.

Piano di risanamento aziendale ultima modifica: 2014-03-01T18:57:28+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo