Età pensionabile e uscita dal lavoro

Vediamo che cosa prevedono le attuali tabelle per i prossimi anni e come potrebbero cambiare i requisti, sia nel caso di blocco degli stessi sia nel caso di ulteriori incrementi.

Per quanto concerne la pensione di vecchiaia il DL 201/2011 prevede che, dal 2018, l’età utile a raggiungere la pensione di vecchiaia sia uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi. La stessa legge prevede poi un aumento di 4 mesi dei requisiti nel 2019, pertanto la pensione di vecchiaia potrebbe essere così raggiunta a 66 anni e 11 mesi.

Se però la richiesta dei sindacati fosse accolta, l’età pensionabile resterebbe ferma a 66 anni e 7 mesi nel 2019, mentre se fosse accolta la proposta del Governo che prevede di incrementare di 5 mesi i requisiti per la pensione a partire dal 2019, sarebbe possibile ottenere il trattamento di vecchiaia a 67 anni.

Lo stesso accadrebbe per la pensione di vecchiaia contributiva, che ad oggi si può ottenere con solo 5 anni di contributi anzichè 20, a 70 anni e 7 mesi di età.

Per quanto riguarda la pensione anticipata, con l’incremento di 5 mesi di 5 mesi i requisiti passerebbero, dal 2019 a 43 anni e 3 mesi di contributi per gli uomini ed a 42 anni e 3 mesi per le donne, mentre resterebbero bloccati, rispettivamente, a 42 anni e 10 mesi ed a 41 anni e 10 mesi in caso di blocco dei requisiti.

Dal 2021, l’incremento porterebbe il requisito contributivo a 43 anni e 6 mesi per i lavoratori ed a 42 anni e 6 mesi per le lavoratrici, dunque per la pensione anticipata sarebbero richiesti 8 mesi di contributi in più rispetto all’ipotesi di congelamento degli incrementi.

La medesima problematica si presenterebbe poi, per la pensione in regime di totalizzazione, per la quale ad oggi sono necessari 65 anni e 7 mesi di contributi più 18 mesi di finestra, se di vecchiaia, o 40 anni e 7 mesi di contributi più 21 mesi di finestra, se anticipata.

L’APE volontaria e sociale potrebbe essere ottenuta (sempre che le misure siano prorogate), dal 2019 a 63 anni e 5 mesi e dal 2021 a 63 anni e 8 mesi.

Incremento pari a 5 mesi dal 2019 e ad ulteriori 3 mesi dal 2021 anche per la pensione anticipata calcolata esclusivamente con il sistema contributivo, che ad oggi può essere ottenuta a 63 anni e 7 mesi di età e con 20 anni di contributi (se l’assegno mensile è almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale).

 

 

Età pensionabile e uscita dal lavoro ultima modifica: 2017-10-03T06:05:13+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo

Commenta questo articolo