Come investire in start-up innovative a vocazione sociale

La novità nel campo del terzo settore e dell’innovazione sociale è rappresentata dall’introduzione delle start-up innovative a vocazione sociale.

Ai soggetti che investono in questa particolare tipologia di start-up innovativa sono riconosciuti la detrazione Irpef al 25% rispetto alla detrazione Irpef delle altre tipologie di start-up innovative alle quali è riconosciuta la misura del 19%; per le persone giuridiche la deduzione dell’imponibile Ires è stabilita nella misura del 27% rispetto alle altre start-up innovative alle quali la deduzione è  stabilità nella misura del 20%.

A tal fine, è necessario che il riconoscimento dello status di start-up innovativa a vocazione sociale venga effettuato tramite autocertificazione da presentare alla Camera di Commercio competente con cui l’impresa dichiara di operare esclusivamente in uno o più settori sociali e di perseguire finalità di interesse generale, impegnandosi a dare evidenza dell’impatto sociale prodotto attraverso la redazione, una volta all’anno, del “documento di impatto sociale”

L’impresa sociale non rappresenta una nuova forma giuridica ma una qualifica, derivante da una legge speciale, che viene attribuita a forme giuridiche già esistenti; pertanto le organizzazioni che vogliono assumere tale qualifica devono prima costituirsi attraverso una forma giuridica prevista dal codice civile.

Le start-up a vocazione sociale devono operare necessariamente in uno dei seguenti settori che sono gli stessi in cui deve operare l’impresa sociale: assistenza sociale; assistenza sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria; e post-universitaria; formazione extra-scolastica.

Uno degli aspetti più rilevanti dell’impresa sociale che è opportuno estendere alle start-up innovative a vocazione sociale è l’obbligo di redigere un bilancio sociale su quello che l’impresa sociale ha prodotto in termini di attività svolte ed obiettivi conseguiti.

Le principali caratteristiche delle start-up innovative sono le seguenti:

-la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto in assemblea deve essere detenuto da persone fisiche;

-la società deve essere di capitali, non società di persone o ditte individuali

-possono essere ammesse anche società in forma cooperativa e non quotate

-la società va iscritta in una sezione ad hoc del Registro delle imprese con apposita domanda da presentare in formato elettronico.

Il contribuente che investe in una start-up innovativa a vocazione sociale (SIAVS) può godere di un’agevolazione fiscale in forma differenziata in base al fatto che l’investimento venga effettuato da:

-persona fisica: l’agevolazione sarà pari al 25% dell’Irpef delle somme investite nel capitale della della start-up stessa;

-società: la percentuale sale al 27%.

L’importo massimo d’investimento annuale, in start-up innovative,  per ciascun potenziale investitore è fissato in 500.000 euro, con un risparmio potenziale massimo in termini di IRPEF di € 125.000,00.

L’eventuale eccedenza Irpef potrà essere portata in detrazione negli esercizi successivi ma non oltre il terzo.

Per i soggetti IRES la deduzione sarà pari al 27% della somma investita per anno con un limite massimo di somma agevolabile pari a € 1.800.000,00, con un risparmio massimo di € 486.000,00.

 

Esempio deduzione per i soggetti IRPEF : il Sig.Rossi nel 2016 effettua 2 investimenti nel capitale social di start-up innovative:

-il primo, pari a € 30.000 in start-up innovativa alla quale è riconosciuta una detrazione del 19%

-il secondo, pari a € 50.000 in una start-up innovativa a vocazione sociale in relazione alla quale è riconosciuta una detrazione del 25%.

La somma complessivamente investita è pari a € 80.000 non superiore all’investimento massimo detraibile previsto dalla norma (500.000,00)

Nel modello UNICO PF 2017, il sig.Rossi fruirà di una detrazione pari a € 18.200,00 (30.000 *19%+50.000*25%).

 

Esempio deduzione per i soggetti IRES : La società Beta nell’anno 2016 effettua 2 investimenti nel capitale sociale di start-up innovative:

-il primo, pari a € 190.000 in una start-up innovativa alla quale è riconosciuta una deduzione del 20%

-il secondo, pari a € 130.000 in una start-up innovativa a vocazione sociale alla quale è riconosciuta una deduzione del 27%.

La somma complessivamente investita è pari a € 320.000, non superiore all’investimento massimo deducibile previsto dalla norma.

Nel Mod.Unico SC 2017 la società Beta procederà ad una variazione in diminuzione di € 73.100 (190.000 * 20% + 130.000 *27%).

 

 

 

 

Come investire in start-up innovative a vocazione sociale ultima modifica: 2016-09-14T06:07:33+00:00 da Dott. Gaetano Pappalardo

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